Il vignettista del XXI secolo

Com’era la vita dei vignettisti nel XVIII secolo? E nel XIX? E nei primi tempi del XX? Mi figuro il vignettista all’opera nella redazione di un giornale o a casa sua, su un tavolo inclinato, chino sul foglio, con il pennino o il pennello in mano.

Qualcuno scatta una foto, il vignettista sorride o continua imperterrito a disegnare. Il lettore vedrà la sua striscia a fumetti o la sua vignetta pubblicata sul quotidiano. Il lettore di allora attenderà l’uscita del quotidiano per leggere la sua striscia preferita.

Poi c’è soltanto il silenzio. Il silenzio che scandisce l’attesa fino al giorno in cui nuove strisce e nuove vignette saranno pubblicate.

Il vignettista di oggi

Con l’avvento dell’era moderna s’è forse perso il fascino dell’attesa, dell’ignoto che circondava la vita (privata) del vignettista. Si carpiva qualcosa nelle interviste, ma niente più.

Oggi, tra siti e blog personali e social network, siamo avvantaggiati: possiamo conoscere meglio il nostro vignettista e fumettista preferito, sapere a cosa sta lavorando, vedere le sue bozze online e il suo portfolio.

Qualcuno ancora resiste: ho cercato alcuni fumettisti su Google e non ho trovato che poche tracce su qualche sito.

Per me, invece, era nata subito l’esigenza di avere un mio sito e mostrare le mie vignette. Grazie al sito ho avuto diverse collaborazioni, come per «Gente Motori», per esempio.

Il vignettista del XXI secolo, secondo me, non può fare a meno di un sito. Credo anzi che debba avere anche un blog. Non è necessario pubblicare ogni giorno. Qui pubblico un articolo a settimana,sufficiente per tenere vivo il sito e aggiornarlo con nuovi disegni.

E i social?

Sono un po’ nemico dei social media. Da Facebook mi sono cancellato nel 2013. Su Twitter non scrivo più. Preferisco Instagram, anche se meno di un tempo.

La mia presenza ufficiale online resta e resterà sempre questo sito.

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