La mia passione per il fumetto in bianco e nero

Sebbene abbia iniziato a leggere per primi due fumetti a colori, «Topolino» e «Nick Carter» di Bonvi e De Maria, sono sempre stato attratto dal fumetto in bianco e nero. Il primo fumetto in bianco e nero che ho letto è stato «Alan Ford» di Max Bunker e Magnus, e per la precisione il numero 45 “Piano concerto al Centimetropolitan”.

Alan Ford 45

Tavola 107 del n. 45 di Alan Ford

In quelle storie avevo trovato qualcosa di mai visto prima: disegni grotteschi, un buon tratteggio, trame intriganti. Era un bianco e nero che dava spessore ai disegni, tanto da rendere inutile il colore.

Le strisce a fumetti: la tradizione del bianco e nero

Molte delle prime strisce a fumetti apparse nei giornali erano in bianco e nero. Gli albi a fumetti italiani sono tutti in bianco e nero, eccetto numeri speciali a colori. C’è una lunga tradizione di fumetti in bianco e nero.

Il colore ha un costo maggiore, quindi conviene stampare strisce e fumetti in bianco e nero.

Il fumetto in bianco e nero non è più semplice da disegnare

Osserviamo questa tavola dal Tex speciale disegnato da Magnus.

Tex di Magnus

Avevo letto che Magnus per realizzare alcune tavole del fumetto aveva prima disegnato degli studi a colori…

Un buon disegno in bianco e nero non deve far sentire la mancanza del colore.

Vignette in bianco e nero

In genere le vignette sono realizzate a colori. In alcune antologie sui lavori di Jacovitti sono presenti per lo più vignette a colori, ma ci sono anche parecchie vignette in bianco e nero. Nelle riviste di enigmistica se ne trovano solo a colori.

Le vignette editoriali, come quelle disegnate da Forattini, sono in bianco e nero. Sono vignette pubblicate quotidianamente, quindi l’uso del bianco e nero è forse dettato dalla necessità di esser veloci, anche se in molti quotidiani americani si trovano ora vignette a colori.

Le tecniche del bianco e nero nel fumetto

Il bianco e nero in linea chiara

Non ho mai amato molto la cosiddetta linea chiara nel fumetto in bianco e nero. Si tratta di un disegno senza molte sfumature, senza o con poco tratteggio.

Il numero 200 di «Alan Ford» fu disegnato da Magnus in linea chiara, ben diverso dalle vignette corpose che realizzava in passato. Ma eravamo nel 1986 e a quell’epoca Magnus era ovviamente cambiato.

Il bianco e nero con l’ispessimento della linea

È l’ispessimento del tratto per personaggi e oggetti in primo piano, mentre per tutto ciò che è lontano il tratto è più leggero. Jacovitti usava ripassare più volte i contorni dei personaggi per ispessire il tratto, mentre per l’interno della figura usava un tratto leggero.

In questo modo si crea uno stacco deciso del personaggio o dell’oggetto rispetto allo sfondo.

Il tratteggio nel bianco e nero

La tecnica del tratteggio è quella che preferisco. Ho amato fin da subito il tratteggio di Magnus, che nello speciale di Tex ha raggiunto la perfezione. Jacovitti usava un tratteggio incrociato, mentre il tratteggio di Bonvi era più libero… anarchico, direi.

I retini nel bianco e nero

Ho conosciuto l’uso dei retini leggendo il «Nick Carter» di Bonvi e De Maria. Li ho invece usati quando frequentavo la scuola del fumetto.

Erano i vecchi retini adesivi, costavano sulle 7.000 lire a foglio. Se ne tagliava il pezzo occorrente, si applicava sulla vignetta e con una taglierina o una lametta da barba si rifinivano i contorni. Si potevano creare dei punti luce grattando sul retino con la lametta.

Li ho usati per poco tempo, cominciava a costarmi troppo come tecnica, soprattutto se non lavori a tempo pieno come vignettista.

Adesso mi creo i retini al computer, con Photoshop. Posiziono il retino sulla vignetta e con lo strumento gomma cancello le aree che devo lasciare senza effetto retini.

Conclusione

Sono sempre alla ricerca di buoni disegnatori del fumetto in bianco e nero. Ultimamente, su Tex, ho scoperto il greco Yannis Ginosatis, i gemelli Gianluca e Raul Cestaro e Majo.

Vignetta da Tex dei fratelli Cestaro

Vignetta da Tex di Yannis Ginosatis

Vignetta da Tex di Majo

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