Pseudonimo o nome reale per un fumettista?

Quando iniziai a disegnare vignette e personaggi umoristici per la prima volta, neanche firmai i miei disegni. Ero un ragazzino con tante idee in testa e disegnavo solo per passione.

Poi presi a firmarmi con un semplice “Daniele”, scritto in corsivo, fino al 1994, quando apparve “Ludus”. Anzi, le prime strisce degli esseri pelosi che disegnai erano firmate con due nomi, “Ludus et Daniel”, finché restò soltanto Ludus.

Non so come e perché nacque quel nome (la parola in latino significa “gioco”), ma mi restò appiccicata addosso e non ne se andò mai più.

Dando uno sguardo ai vignettisti e fumettisti del passato e del presente, c’è molta varietà nella scelta: chi usa il solo cognome, chi il nome completo, chi un’abbreviazione del cognome e chi un vero pseudonimo.

Alcune firme famose del fumetto

Ho preso alcuni esempi che racchiudono l’intera varietà di modi usati dai vignettisti per firmare le loro vignette e strisce. Sono in ordine cronologico e tra parentesi sono riportati nome e cognome:

  • Sto (Sergio Tofano, 1886 – 1973): l’autore del grande Signor Bonaventura. In questo caso il fumettista ha creato una sorta di sigla, prendendo la prima lettera del nome e la prima sillaba del cognome.
  • Segar (Elzie Crisler Segar, 1894 – 1938): è l’autore di Popeye, da noi arrivato come Braccio di Ferro. Segar firmava con il solo cognome, preceduto da un sigaro. Il suo cognome, infatti, è omofono della parola inglese “cigar”: si pronuncia alla stessa maniera, “see-gar”.
  • Schulz (Charles M. Schulz, 1922 – 2000): è l’autore dei famosi Peanuts. Ha scelto anche lui il solo cognome, ben sei lettere… e una sola sillaba!
  • Jacovitti (Franco Benito Jacovitti, 1923 – 1997): il nostro si firmava sia Jacovitti (la J è una sua idea, altrimenti il cognome è Iacovitti) sia nella forma abbreviata Jac, seguita dall’anno in cui aveva eseguito la vignetta o la tavola a fumetti. Quasi sempre, sotto al cartellino bianco su cui era scritto il nome, compariva una lisca di pesce stilizzata: da giovane, alto e magrissimo, era soprannominato infatti Lisca di pesce.
  • Mordillo (Guillermo Mordillo, 1932): chi non conosce le vignette pazzesche di Mordillo? Ancora un cognome, nonostante non sia breve. Ma c’è da dire che ha una pronuncia facile, dunque è facile da ricordare.
  • Magnus (Roberto Raviola, 1939 – 1996): il creatore grafico di Alan Ford e l’autore, successivamente, di tantissime grandi opere a fumetti (Lo Sconosciuto, I Briganti, per citarne alcuni). Magnus, in latino, significa “grande”. Un nome altisonante per un disegnatore agli inizi della sua carriera. Ma la storia gli ha dato ragione da vendere.
  • Bonvi (Franco Bonvicini, 1941 – 1995): ancora un’abbreviazione. Non ricordo una sua storia o una sua striscia a fumetti che fosse firmata diversamente da Bonvi. Lui era il Bonvi.

La mia firma, quindi, resterà Ludus nel campo del fumetto e delle vignette. Breve e facile da ricordare.

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