Quando mi sono iscritto alla Scuola Romana dei Fumetti nell’ottobre 1998, già da due anni vendevo le mie vignette a qualche cliente. Il mio sito sarebbe uscito soltanto 3 anni più tardi, nel gennaio 2002, ma ottenevo ingaggi grazie agli annunci sul giornale «Porta Portese».
Perché allora iscrivermi a una scuola del fumetto?
Mi aveva sempre incuriosito, prima di tutto. E inoltre volevo chiudere con un passato e conoscere altra gente e nuovi ambienti. Così presi il mio “book”, come veniva chiamato, una raccolta dei miei disegni migliori, vignette e illustrazioni umoristiche, e andai al colloquio.
Dopo 3 anni di corso di Disegno e tecnica del fumetto e tantissime vignette disegnate, qualcosa ho imparato da quell’esperienza.
Se non sai disegnare, nessuno può insegnartelo
Di questo sono sempre stato convinto. L’arte non si insegna, non si impara. Si insegnano e si imparano le tecniche, i metodi, ma non l’arte in sé.
Non ho imparato a disegnare vignette alla scuola del fumetto, ma ho imparato a disegnarle con metodi migliori di quelli che usavo. Ho potuto provare e sperimentare varie tecniche e adesso, dopo tanti anni di disegni, so qual è la tecnica che più mi soddisfa.
Il tavolo luminoso è una mano santa
Non lo conoscevo e non lo possiedo ancora, per mancanza di spazio. Ovvio a questa mancanza con il vetro della finestra. Il tavolo luminoso, che si può benissimo costruire da sé, è formato da una struttura in legno, vuota, sulla cui sommità c’è una lastra in plexiglass e sotto una lampada al neon.
Uso varie volta il vetro della finestra per riportare personaggi o oggetti che ho disegnato a parte in fogli per bozzetti.
Macchine, motociclette, aerei e treni si ricalcano
E per due motivi:
- Occorrerebbe troppo tempo per disegnare in prospettiva un’automobile.
- Un fumettista non è un ingegnere meccanico e l’auto potrebbe solo somigliare al modello da disegnare, mentre deve essere quel modello.
Questo non vale per i fumetti della Disney, visto che in commercio non si vendono 313…
Elementi di sceneggiatura
Sono state lezioni interessanti quelle di sceneggiatura per fumetto. Ho capito quali sono le sono inquadrature e ancora le ricordo, tanto che leggendo Tex e Zagor mi saltano all’occhio quelli che chiamo “errori di inquadratura”, per esempio lo “scavalcamento di campo”, quando dovrebbe esserci la sequenza campo e controcampo.
Bilanciamento del disegno
Ossia dare la giusta armonia alla vignetta. Sarebbe funzionale una vignetta in cui tutti gli elementi, personaggi e oggetti e parti dello sfondo, si trovassero concentrati solo su uno dei due lati?
No, sarebbe appunto una vignetta “sbilanciata”. Adesso riesco a posizionare bene gli elementi all’interno delle mie vignette, perché posso studiarli prima in un bozzetto.
