Il mio sogno fumettistico

Fin da bambino ho inseguito il sogno del disegnatore di fumetti. In tenera età disegnavo caricature e personaggi strani.

Ricordo anche un aneddoto. Facevo forse la prima media, o ancora le elementari. A quel tempo in uno dei pochissimi canali TV – non ricordo più quale, forse era la RAI, forse no – ci fu un concorso per i bambini: creare un supereroe a fumetti.

Io lo disegnai – non ricordo più il nome, però – e chiamai, di nascosto dai miei, il numero del canale TV. In breve i miei si videro arrivare in casa un incaricato a ritirare il mio disegno. La presero bene, per fortuna.

Durante le medie avevo creato decine di personaggi, disegnandoli su fogli a righe di quaderno: ognuno aveva una sua storia e tutti erano parte di un mondo quasi supereroistico. Ero stato influenzato dalla serie televisiva di Batman.

Fra il ’94 e il ’95 ho inviato parecchie tavole di Lupo Alberto e Cattivik alla casa editrice Macchia nera. Ho tempestato di telefonate la segretaria, ma non ne ho cavato nulla. Alla fine lasciai perdere.

A 30 anni mi sono iscritto a un corso di disegno e tecnica del fumetto: avevo bisogno di cambiare aria, conoscere altra gente. Ho imparato qualcosa, ma non ho trovato lavoro come fumettista.

Woody Allen

Innamorato dei Peanuts di Schulz, pensai bene di emularli e creai una combriccola di bambini americani. Mi serviva il nome per il personaggio principale e così iniziai a sfogliare qualche volume de I Quindici, alla sezione bibliografia, per carpire un nome qua e un cognome là che, insieme, potessero andare bene.

Non so quale strana combinazione di sillabe ci sia stata, ma mentre sfogliavo si crearono nella mia mente le parole “Woody Allen”. Soltanto qualche giorno più tardi scoprii che era il nome di un noto regista.

A mia discolpa va detto che al tempo (primi anni ’80), ragazzetto liceale, ero distratto e non mi interessava informarmi su cinema, televisione, musica, ecc. Vivevo in uno stato di grazia mentale, riempiendomi la testa di fantasticherie di ogni genere.

La striscia non partì, eccetto qualche abbozzo di tavola e studi di personaggi. Ho ritrovato quei disegni di recente: scordatevi di vederli.

No comment

Era un tipo barbuto, col cappello a cilindro, elegante, che a ogni domanda rispondeva sempre “No comment”. Abbozzai un paio di strisce, ma nulla più. Siamo sempre negli anni ’80.

Gli esseri pelosi

Gli esseri pelosi

Per questi personaggi avevo scelto un nome illeggibile che non vale la pena riportare, come mi fece notare anche un mio compagno di classe. Si tratta di un regno immaginario, monarchico, popolato da questi strani personaggi pelosi e pelati, dal naso grosso e di stazza buona.

Le prime strisce disegnate sono senza data, ma suppongo risalgano al 1989. Erano 65 strisce in tutto. Le ridisegnai da capo nel 1994, interrompendole nel 1995. La seconda versione si fermò alla numero 58.

Detenidos

Detenidos

Innamorato delle Sturmtruppen di Bonvi (l’esercito che parlava in un misto fra italiano e tedesco), creai una striscia di carcerati che parlavano un misto di italiano e spagnolo. Non è chiaro, però, in quale epoca fossero ambientate le storie né avevo deciso se fossero carcerati spagnoli o sudamericani.

Ho scritto soltanto qualche testo, ma limitando i disegni a qualche scarabocchio su fogli sparsi. Siamo tra la fine del ’95 e l’inizio del ’96. I testi delle prime 3 tavole sono datati 26 gennaio 1996.

Schifik

Schifik

Iniziò con tavole autoconclusive, anziché in strisce. Era il 1996. L’11 agosto 2000 iniziai invece a disegnare le strisce, che ho interrotto alla numero 8, rimasta a meno di un abbozzo a matita.

Nel 2002 le ridisegnai da capo, interrompendole sempre alla numero 8, rimasta anch’essa a meno di un abbozzo a matita…

Le ho riprese nel 2016, interrompendole di nuovo, ma questa volta sono arrivato alla 24.

L’uomo di Shanghai

È l’agente 008 dei Servizi Segreti cinesi, dalle fattezze che ricordano il Ten del fumetto Nick Carter di Bonvi. Erano tavole autoconclusive, ma ne disegnai soltanto una, che non ho più ritrovato. Siamo alla fine degli anni ’90.

Molfred

Scruffy

Creato fra il febbraio e il marzo del 2001. È un uomo di mezza età, cinico, che ama bere birra e è sempre in conflitto con sua moglie. Mi ricorda la striscia di Reg Smythe Andy Capp. Ma le 2 o 3 strisce che abbozzai erano di livello decisamente inferiore.

Remo

All’inizio si chiamava Scruffy, poi scelsi Molfred e infine lo chiamai Remo. È bello avere le idee chiare.

L’Ispettore Mangialafoglia

Ispettore Mangialafoglia

È il 27 luglio 2002 e su un foglio di carta per schizzi abbozzo una strana combriccola: l’Ispettore Mangialafoglia, il Commissario Alcide Lascarpa e la signora Teresa. A parte una vignetta a colori dell’Ispettore, non ho più realizzato nulla del trio.

Dodo il panda

Dodo

Questo personaggio è nato il 12 settembre 2004, ma chissà per quale motivo avevo iniziato a studiarlo. Biglietti d’auguri? Vignette?

004

004

Un personaggio creato in sogno nella notte fra il 12 e il 13 settembre 2004 (il giorno dopo la nascita di Dodo), di cui scrissi i testi per diverse strisce. Era un agente dei Servizi Segreti italiani, imbranato come pochi.

Che significa creato in sogno? Che sognai di creare un personaggio a fumetti e appena sveglio lo abbozzati subito su un foglio prima di dimenticarmene le fattezze.

Striscia 004

Iniziai a disegnare un paio di strisce nel 2004, poi ricominciai da capo con la 1 e 004 finì lì le sue avventure. Ma non è detto che non tornerà a colpire.

Baby Kid

L’ipotesi di una striscia su un bambino che ne combinava di tutti i colori iniziò e finì il 22 ottobre 2004, quando disegnai il personaggio. L’idea della striscia fu battuta dalla mancanza di idee su che diavolo disegnare.

The Talking Wall

The Talking Wall

Striscia interamente creata al computer, con Corel Photopaint, Illustrator e Photoshop. Il muro parlante emulava le scritte sui muri per fare satira. Non c’era altro, come potete vedere: soltanto muri di mattoni e una scritta.

Ne disegnai un centinaio. Siamo ancora nel 2004. Alcune strisce furono pubblicate dalla rivista di satira «Par condicio».

Desert cowboys

Desert cowboys

Striscia satirica sulla guerra in Iraq, decisamente antiamericana. Disegnata nel formato tavola autoconclusiva, era a colori (a quel tempo usavo i pennarelli pantone).

Scrissi i testi per 17 tavole, ma ne disegnai solo 3. È ancora il 2004.

Bartolomeo: scene di vita organizzativa

Bartolomeo

Per la HXO creai una striscia aziendale, che la società inviava con una newsletter. I testi mi venivano forniti da un responsabile e io dovevo “sceneggiare” la striscia e disegnarla. Fra il 2005 e il 2006 creai 5 strisce e poi finì la collaborazione.

Flo

Flo

Nel 2010 creo una striscia su una pianta carnivora vegetariana. Si chiama Flo, sta in un vaso e interagisce con altre piante e insetti che le volano attorno.

Ho disegnato soltanto 3 strisce, inchiostrate a pennarello e colorate al computer.

I cavernicoli

I cavernicoli

Creata nel 2012, questa striscia è morta sul nascere. Ho disegnato la prima, quindi l’ho ridisegnata da capo e ho abbozzato la seconda. E quindi l’ho abbandonata. Era disegnata a pennino e colorata al computer.

Il mio sogno fumettistico continua ancora…

O forse dovrei chiamarlo “sogno vignettistico”, poiché mi sono sempre considerato più un vignettista che un fumettista. La differenza? Raramente ho disegnato vere storie a fumetti. Ne ricordo un paio di Cattivik che volevo inviare alla casa editrice che lo pubblicava, più alcune tavole singole e autoconclusive su qualche mio personaggio.

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